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Dare nuova vita ad uno scarto è possibile: il caso Coffeefrom

Ho scoperto, quasi per caso, l’azienda Coffeefrom, in un ristorante!

Stavo sorseggiando in una tazzina (dal design bellissimo) del caffè, quando ho letto il nome sotto di essa e mi sono ripromessa di cercare l’azienda produttrice una volta tornata a casa.

Cercando su Google, “Coffeefrom” ho scoperto una realtà molto interessante nel settore dell’economica circolare ed ho avuto la fortuna di entrare in contatto con coloro che ne gestiscono il business.

Ma non solo economia circolare: qui si parte dall’impresa sociale, dal modello di fare impresa considerando l’inclusione lavorativa di persone con fragilità e ponendo le persone, il loro benessere e la loro felicità al centro del modello di business.

Vi racconto meglio…

Coffeefrom è una start up innovativa a vocazione sociale e composta da un team multidisciplinare. In chiave circolare, si occupano di trasformare i fondi di caffè esausti dell’industria alimentare recuperati come sottoprodotto in infinite possibilità espressive.

Nello specifico, a partire dagli scarti di caffè sviluppano nuovi materiali termoplastici, di riciclo e bio-based, a cui danno forma progettando scenari applicativi innovativi e prodotti di design. I fattori salienti e differenzianti alla base sono da ricercare nella contaminazione di valori e risorse tra filiere.

All’interno di questo modello, come accennavo all’inizio, hanno di fatto creato un impatto sociale per mezzo  dell’inclusione di soggetti fragili nelle attività di logistica e la collaborazione con imprese e progetti a vocazione sociale.

Un po’ di storia…

Coffeefrom nasce da un impulso della cooperativa sociale Il Giardinone, che dal 1996 si occupa di servizi ambientali in una forte logica inclusiva. Il viaggio nell’economia circolare de Il Giardinone inizia durante Expo 2015.

Da un progetto di ricerca in collaborazione con Lavazza, Novamont e il Politecnico di Torino, Il Giardinone inizia a rivalorizzare i fondi di caffè per la coltivazione di funghi, gettando le basi per una nuova realtà imprenditoriale.

Nel 2016 viene lanciato Fungo Box, il kit di autoproduzione di funghi freschi dagli scarti del caffè dei bar locali: il know-how nel recupero del caffè di scarto si rafforza, fino a portare alla Cooperativa una nuova visione.

Il nuovo progetto

Nel 2019, nasce l’idea di trasformare i fondi del caffè di origine industriale in nuovi materiali attraverso un nuovo progetto, Coffeefrom.

Il progetto si fonda su solide basi di responsabilità sociale: al primo posto oltre all’inserimento delle categorie di lavoratori fragili, viene formalizzata la stipula di convenzioni e contratti di servizi per supportare le aziende nell’inserimento lavorativo obbligatorio. Vengono anche attivate delle collaborazioni con altre imprese sociali presenti nel territorio, generando un impatto positivo sulle comunità locali e rendendo l’inclusività un vero e proprio elemento identitario.

Lo scopo che si è prefissato Coffeefrom è quello di dare nuova vita ad uno scarto che diversamente finirebbe inutilizzato in discarica generando CO2.

Oltre a questo, c’è anche la volontà di ridurre l’utilizzo di materiali vergini all’interno della catena della plastica.

Con l’ausilio di tali materiali, si vuole fornire una soluzione per le imprese che sia innovativa e più sostenibile rispetto ai materiali fossili utilizzati al momento. Tutto questo è stato reso possibile grazie ad una cultura aziendale basata sullo scambio di informazioni in maniera orizzontale al fine di raggiungere gli obiettivi.

Uno sguardo al futuro

Per il futuro, l’idea è quella di continuare a contaminare le filiere di produzione con l’economia circolare e la prassi industriale di trasformare ciò che costituisce uno scarto per alcune aziende in un input di produzione per altre.

Il futuro è la simbiosi industriale in ottica di economia circolare!